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| Anne Berest Picabia (a sinistra) ha curato la grande mostra dedicata al bisnonno; Madeinart (a destra, la ceo Consuelo Nocita) l'ha coprodotta con Palazzo Reale (Ph. GoldenBackstage) |
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11 ottobre 2026
Palazzo Reale apre 'le porte della notte' con 170 opere di Picabia
Un passaggio attraverso le diverse ore della notte, ciascuna corrispondente a un tema del caleidoscopico immaginario dell'artista. Si può vedere a Palazzo Reale Milano fino al 24 gennaio 2027 'Aprire le porte della notte', la più ampia retrospettiva mai dedicata in Italia a Francis Picabia (1879–1953).
Filo conduttore del progetto espositivo è la dimensione notturna perché l'eclettico pittore del Novecento, anticipatore di linguaggi d'avanguardia, e che fu anche un filosofo, un poeta, uno scrittore e un bon vivant amante delle feste di gala, dei night club e delle donne, viveva soprattutto di notte, momento che per lui rappresentava un modo per intensificare l'esperienza dell'esistenza. Nato a Parigi da padre spagnolo e madre francese, Picabia visse e lavorò tra Parigi, New York, Barcellona, Zurigo e la Costa Azzurra, entrando in contatto con alcune delle principali figure dell'arte moderna, tra cui Marcel Duchamp, Gertrude Stein, Pablo Picasso, la danzatrice Isadora Duncan e il compositore Erik Satie. Attraversò Impressionismo, Fauvismo, Cubismo e Dadaismo senza mai identificarsi con un unico movimento, affermandosi nel contempo come uno dei primi pionieri dell'astrazione, accanto a Wassily Kandinsky e Kazimir Malevich. La mostra a Milano, che si compone di 170 opere valorizzate da un suggestivo allestimento 'cinematografico', è curata da Anne Berest Picabia, pronipote dell'artista. Promossa dal Comune di Milano – Cultura, è coprodotta da Palazzo Reale e Madeinart, con il patrocinio del Consolato Generale di Francia e dell’Institut Français. Dipinti, disegni, fotogtrafie e documenti che il pubblico può ammirare sono prestiti di prestigiosi musei europei e importanti collezioni internazionali, tra cui Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (Collezione Gian Enzo Sperone), Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Musée d’Ixelles, Centre Pompidou, Musée d’Art Moderne de Paris (MAM Paris), Musée-Bibliothèque Pierre-André-Benoît, Musée de Grenoble, Kunsthaus Zürich e Centro Cultural de Belém – Collezione Berardo.
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