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27 gennaio 2026

Urban Vision Group celebra i 60 anni di 'Nessuno mi può giudicare'

Un caposaldo della musica italiana e di un'intera stagione culturale, portato al successo da Caterina Caselli il 27 gennaio 1966 al Festival di Sanremo. Urban Vision Group festeggia i 60 anni di 'Nessuno mi può giudicare' con un messaggio diffuso nella giornata odierna nello spazio urbano attraverso il network di maxi led screen del Gruppo, attivo a Roma e Milano. La creatività, pensata come omaggio diretto al titolo del brano e alla sua interprete, è costruita attorno al claim 'Nessuno mi può giudicare – 60' ed è accompagnata dall'immagine di Caterina Caselli e dalla sua firma. Un segno visivo essenziale e immediato, che restituisce al pubblico urbano un messaggio ancora oggi attuale, capace di parlare a generazioni diverse. La scelta del brano nasce dalla volontà di Urban Vision Group di valorizzare una canzone che, a distanza di sei decenni, continua a rappresentare un passaggio generazionale e culturale, espressione di libertà, indipendenza, autodeterminazione e rottura degli schemi, e che ancora oggi conserva intatta la sua forza comunicativa. Con quest'iniziativa, Urban Vision Group porta nello spazio pubblico un patrimonio della cultura pop italiana, trasformando i propri schermi in luoghi di memoria condivisa e riflessione contemporanea. L'omaggio s'inserisce in un percorso editoriale che intende valorizzare figure, opere e messaggi capaci di attraversare il tempo e dialogare con il presente.

18 febbraio 2025

La storia di Edoardo Bennato nel docufilm 'Sono solo canzonette'

Ripercorre la carriera di un grande della musica italiana, Edoardo Bennato, il documentario 'Sono solo canzonette', in prima serata su Rai1 il 19 febbraio.
In prima serata su Rai1 il 19 febbraio
Pirata del rock made in Bagnoli, punto di riferimento dell'anticonformismo musicale e ideologico, è stato il primo a portare il rock e il blues nel cantautorato italiano scrivendo e componendo anche capolavori diventati pietre miliari della musica italiana; canzoni che ritroviamo nel lungometraggio nelle versioni live e colonna sonora, frammenti di musica che si contrappongono ai dialoghi, trattati in modo attento e scrupoloso, tante testimonianze di chi ha subito il fascino e l'influenza dello stile di Bennato. Il lungometraggio ripercorre le tappe salienti di un vita e una storia controcorrente impiegando anche l'intelligenza artificiale per ricostruzioni legate al passato in assenza di documentazione visiva. Nel racconto s'inseriscono le voci di artisti, giornalisti e amici che hanno trovato in lui un punto di riferimento, artistico e ideologico: Jovanotti, Paolo Conte, il fratello Eugenio, Carlo Conti, Mogol, Ligabue, Marco Giallini, Max Pezzali, Neri Marcorè, Leonardo Pieraccioni, Clementino, Dori Ghezzi, Alex Britti, Leo Gassmann; e, inoltre, gli interventi di Carlo Massarini, Giancarlo Leone, Paolo Giordano e Stefano Mannucci. Le interviste hanno contribuito a ricostruire non solo la storia dell'artista dei Campi Flegrei, ma anche gli aspetti culturali degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, attraverso i suoi testi graffianti, ironici,- e la sua musica rivoluzionaria. Il documentario di Rai Documentari e Daimon Film, è diretto da Stefano Salvati e prodotto da Raffaella Tommasi per Daimon Film, con il sostegno dei Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, attraverso Emilia-Romagna Film Commission.