mercoledì 25 aprile 2018

Il 'Rattin', un pezzo di storia di Milano, in mostra al Ristorante Biffi

Il Ristorante Biffi di Milano si prepara ad accogliere, dal 30 aprile al 28 maggio, un pezzo di storia della città: il famoso 'Rattin', topolino in dialetto milanese, che nell'immaginario collettivo è divenuto un simbolo della centocinquantennale Galleria Vittorio Emanuele II.
Il marchingegno, simile a un topolino, illuminava la cupola della Galleria 
È infatti il 15 settembre 1867 quando a Milano è inaugurata la Galleria con la sua splendida cupola in vetro posizionata nella parte centrale, proprio sopra l'ottagono, laddove, in quegli anni, era situato il Caffè Biffi. Da subito è forte l'esigenza di provvedere a un'illuminazione anche serale dell'imponente struttura. Una sfida per una città che avrà la sua prima centrale elettrica solo nel 1883 - la prima in Europa e la seconda nel mondo - a pochi passi dal Duomo. L'illuminazione interna della Galleria era quindi a gas e si basava su una serie di ugelli posti in corrispondenza della base della cupola, a più di 30 metri di altezza, che ogni sera dovevano essere accesi. La soluzione adottata fu 'el Rattin': un ingegnoso meccanismo a molla - ideato dall'operaio Battista Morandi dell'Union des Gaz di Parigi e perfezionato dall'ingegner Gerolamo Chizzolini - che correva lungo il perimetro della cupola su un anello di rotaia emettendo una fiamma alimentata da un piccolo serbatoio di liquido infiammabile, e che passando accendeva una dopo l'altra le 600 fiammelle. Il marchingegno, simile a un trenino, sfrecciava in alto assumendo, visto dal basso, le sembianze di un topolino. Uno spettacolo, quello dell'accensione della cupola, che ogni sera accompagnava i cittadini e i curiosi di passaggio in Galleria e che oggi potrà rivivere idealmente nella mente dei milanesi e dei turisti. Il Rattin, attualmente conservato a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine (via Sant'Andrea 6, Milano), si trasferirà temporaneamente al Ristorante Biffi, dove ancora oggi si respira un secolo e mezzo di storia che lega indissolubilmente il locale alla Galleria che lo custodisce.
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