In esclusiva su RaiPlay si può vedere 'Scendi in campo', docuserie in quattro episodi, ciascuno dei quali di 25 minuti, che racconta un progetto educativo nato per avvicinare bambini e ragazzi allo sport e, attraverso il basket, trasmettere valori che vanno oltre il campo: impegno, rispetto, inclusione, collaborazione, capacità di affrontare le difficoltà e di condividere un obiettivo.
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| Su RaiPlay un progetto in quattro episodi focalizzato sul basket |
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Scendi in campo' parte da una domanda semplice ma significativa:
può un bambino insegnarci i valori della vita? La risposta arriva attraverso le voci e le esperienze dei giovani protagonisti, accompagnati da campioni, allenatori e figure di riferimento dello sport italiano. Perché
il basket, dentro e fuori dal campo, può diventare una vera palestra di vita: insegna a cadere e rialzarsi, a cercare una soluzione insieme, a rispettare l’avversario e a capire che per raggiungere un traguardo non basta il talento, ma servono impegno e spirito di squadra. A guidare il racconto è
Matteo 'Baruz' Baruzzo, artista, street artist, musicista e giocatore di street basket, che porta nelle scuole la sua particolare visione della pallacanestro e dell’arte. La sua originale tecnica del 'palleggio su tela', realizzata utilizzando palloni da basket immersi nei colori, diventa così uno strumento creativo per coinvolgere i ragazzi e dimostrare come
sport e arte possano essere linguaggi capaci di parlare alle nuove generazioni. Al centro di ogni episodio ci sono una scuola, una diversa fascia d’età e un protagonista del basket italiano, chiamato a condividere con gli studenti non solo le proprie competenze sportive, ma soprattutto la propria esperienza e i valori che lo sport ha contribuito a costruire.
'Scendi in campo' è una produzione One More Pictures in collaborazione con
Rai Documentari, con la regia di Serena Corvaglia, soggetto di Matteo 'Baruz' Baruzzo e Grazia Pracilio, trattamento di Michele Truglio e produzione di Gennaro Coppola. Produttore Rai Fabio Mancini, supervisione editoriale Grazia Pracilio, supervisione artistica Diego Capitani, produttore esecutivo Francesco D. Rossano, fotografia Andrea Arnone e Alessandro Chiodo, montaggio Francesco De Matteis.