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24 marzo 2026

La Festa del Pestith e dei Fermentati fa riscoprire le tradizioni

La fermentazione è una delle tecniche più antiche della storia dell'alimentazione e anche uno dei temi più innovativi della gastronomia contemporanea, dalle cucine dei ristoranti stellati alla ricerca scientifica sul microbioma alimentare. Tra riscoperta delle tradizioni, sostenibilità alimentare e nuove frontiere della cucina, i cibi fermentati stanno vivendo una nuova stagione d'interesse da parte di chef, ricercatori e appassionati.
La manifestazione organizzata da Slow Food Pordenone
ha luogo al Lago di Barcis sabato 11 e domenica 12 aprile
È proprio a questa cultura del cibo trasformato dal tempo e dai microrganismi che è dedicata la terza Festa del Pestith e dei Fermentati, in programma sabato 11 e domenica 12 aprile sul Lago di Barcis, in Valcellina (Pordenone). L’evento rappresenta oggi l’unica manifestazione in Italia interamente dedicata alla cultura della fermentazione, capace di mettere in dialogo tradizioni locali e pratiche gastronomiche provenienti da tutto il mondo. Al centro della manifestazione, organizzata da Slow Food Pordenone, c’è il Pestith, antica preparazione contadina ottenuta dalla fermentazione della rapa tonda dal colletto viola, oggi Presidio Slow Food e simbolo di un sapere alimentare radicato nelle valli del Cellina e del Vajont. Nato come tecnica di conservazione delle verdure nei mesi invernali, il Pestith racconta una storia di ingegno rurale, biodiversità e cultura gastronomica che oggi trova nuova attenzione anche nella cucina contemporanea. Partendo da questa tradizione locale, la Festa del Pestith e dei Fermentati si è rapidamente trasformata in un appuntamento dedicato all'intero universo dei fermentati: dalle verdure ai latticini, dal pane alle bevande, fino alle pratiche di fermentazione diffuse nelle cucine del mondo.

17 novembre 2017

Le birre vive Baladin incontrano i lievitati di Renato Bosco

Baladin Milano è stato riaperto dopo la riorganizzazione
Un 'fidanzamento' all'insegna del gusto quello ufficializzato questa sera a Milano da Teo Musso, maestro della fermentazione noto per aver fondato il brand di birre artigianali Baladin, e Renato Bosco, maestro della lievitazione. Croccantissime pizze, battezzate DoppioCrunch, pizze tradizionali, soffici focacce, toast ai cereali e teneri pani al vapore farciti entrano dunque nel già ricco menu del Baladin Milano (riaperto dopo una riorganizzazione generale) in abbinamento alle birre vive del brand piemontese. Birre servite alla spina tra 11 varianti (9 spine e 2 pompe, disposte sui due piani del locale) e con una carta delle birre in bottiglia che comprende  tutta la gamma prodotta a Piozzo (Cuneo) e le chicche della Cantina Baladin, 'Riserva Teo Musso'. A rotazione, nel locale di via Solferino 56 verranno ospitati birrifici artigianali indipendenti che, attraverso le loro birre vive, avranno la possibilità di raccontarsi e raccontare l'evoluzione in Italia di questo tipo di prodotto.

22 marzo 2015

A Vinitaly i jeans al malto di Meltin'Pot per Cantine Ceci

A Vinitaly è di scena anche la moda con Birra Ceci 1938 Blue. J, birra nata dalla collaborazione con il noto marchio di denim Meltin'Pot, che per l'occasione ha anche creato una nuova linea di jeans trattati al malto. Per la realizzazione di questo speciale jeans sono state simulate le tradizionali operazioni degli addetti alla fermentazione della birra: i caratteristici vapori hanno portato a sporcature naturali e un effetto 3D del colore della tela denim, con nuance particolari sulla lunghezza del pantalone, dove il blu indaco si tinge di marrone. Un processo tutto naturale, che conferisce al jeans un'intensa profumazione di malto. Il jeans sarà esposto, per tutta la durata della manifestazione Vinitaly, all’interno dello stand Cantine Ceci, in un caratteristico tubo in vetro che riproduce i serbatoi utilizzati per la fermentazione della birra.