Visualizzazione post con etichetta comunicazione visiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicazione visiva. Mostra tutti i post

21 gennaio 2026

'Urrà la neve! Armando Testa e lo sport' al Museo del Novecento

A pochi giorni dall'avvio dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, il Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Testa per Testa, presenta 'Urrà la neve! Armando Testa e lo sport', una mostra dedicata alla produzione grafica sul tema sportivo del maestro indiscusso della comunicazione visiva italiana.
In mostra immagini legate allo sport realizzate
dal maestro della comunicazione visiva italiana
Il progetto, a cura di Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, propone una selezione di opere che attraversano oltre trent'anni di attività dell'artista, restituendo la ricchezza e la varietà di un percorso in cui lo sport diventa terreno privilegiato di sperimentazione visiva. Sette manifesti e un contributo audiovisivo raccontano l'evoluzione del linguaggio di Armando Testa, capace di tradurre gesto, velocità e movimento in immagini d'efficacia comunicativa. Armando Testa (Torino, 1917–1992), fondatore nel 1946 dell'omonima agenzia, ha sviluppato un linguaggio inconfondibile, capace di coniugare essenzialità formale, ironia e sperimentazione. La sua opera ha attraversato pubblicità, arte, design, cinema e televisione, dialogando e spesso anticipando le avanguardie artistiche del suo tempo. Le immagini di Testa non si esauriscono in una lettura immediata, ma invitano il pubblico a una riflessione progressiva, traducendo gesto e movimento in forza innovativa. 'Urrà la neve! Armando Testa e lo sport' evidenzia la capacità dell'artista di trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Dai primi manifesti degli anni Cinquanta, come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), in cui velocità e sintesi cromatica restituiscono il mito moderno del movimento, fino ai manifesti per i Giochi della XVII Olimpiade (1959), lo sport si afferma come simbolo di progresso e di partecipazione collettiva. Negli anni Sessanta e Settanta, opere come Cervinia, il Grand Prix della Pubblicità (1974/1990) e l'8° Concorso Ippico Internazionale (1968) testimoniano una progressiva riduzione formale e una centralità sempre più assoluta dell'immagine, capace di fondere corpo, paesaggio e simbolo in una sintesi di grande forza visiva. Con Azzurra (1987) e Torino '90, Testa consegna immagini emblematiche che elevano l'immaginario sportivo a icona culturale del suo tempo. Accanto ai manifesti, il celebre carosello Il treno per Saiwa (1966–1969) estende questa ricerca allo spazio filmico e performativo: corpi umani che si fanno macchina e movimento, anticipando sperimentazioni affini alle pratiche Fluxus e alle ricerche di John Cage. In questo dialogo continuo tra progetto, immagine e azione, lo sport si configura per Testa come un vero e proprio laboratorio di forme, idee e visioni. Le opere selezionate – diverse per epoca, stile e supporto – testimoniano la sorprendente versatilità dell’artista e la sua capacità di trasformare lo sport in un linguaggio universale, fatto di segni, colori e intuizioni visive che, ancora oggi, conservano intatta la loro forza comunicativa.