domenica 18 febbraio 2018

Milano, un attraente set produttivo per film, spot e moda

Oltre 3mila set in sei anni, 614 solo nel 2017. Duomo, Galleria, Scala e Palazzo Reale i luoghi prediletti da registi, fotografi e operatori cinematografici e televisivi.
Oltre 3mila le autorizzazioni per riprese concesse in sei anni
Tra le produzioni estere, nel 2017 svettano quelle giapponesi che contribuiscono a fare del documentario scientifico o culturale la tipologia di prodotto più diffusa, seguita dalla categoria 'serie tv, fiction e talk show'. La moda, con i video, nella classifica delle produzioni estere si piazza al terzo posto. Milano raccontata attraverso i dati delle richieste di autorizzazione per effettuare riprese foto-cinematografiche e televisive è una città in continua crescita: si passa dalle 437 domande del 2012 alle 614 del 2017, per un totale di 3.151 richieste in sei anni. Scorci, monumenti, parchi e piazze della città rientrano sempre più negli obiettivi di macchine fotografiche e telecamere, prestando la scena a film, pubblicità, documentari per il cinema, i giornali e le televisioni nazionali e internazionali. L'utilizzo dell’immagine della città ha un costo solo per le produzioni a uso commerciale, quali gli spot pubblicitari e i servizi di moda, e negli ultimi sei anni ha permesso al Comune di incassare oltre mezzo milione di euro, passando dai 66mila euro del 2012 ai 140mila del 2017. Al fine di promuovere le attività cinematografiche, non pagano nulla le produzioni di film, fiction e documentari, così come sono esenti dal pagamento le esercitazioni delle scuole di cinema e tv e la pubblicità progresso. Nel 2017 il maggior numero di richieste è arrivato dal mondo della moda: 143 domande per effettuare riprese video di moda in spazi o aree pubbliche, 110 per l'allestimento di set fotografici. Seguono film, serie tv e talk show (64 nel 2017) e documentari di divulgazione culturale e scientifica (31). È soprattutto per realizzare questi ultimi che nel 2017 sono arrivate a Milano le produzioni estere, giapponesi in testa: delle 74 richieste complessive di autorizzazione per riprese foto-cinematografiche e televisive, 21 sono state per documentari (11 giapponesi, tre britanniche, poi una per Francia, Malesia, Singapore, Marocco, Olanda, Svizzera e Svezia), 18 per serie tv, fiction e talk show, 15 per set fotografici di moda, 14 per video di moda e sei per film e lungometraggi.
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